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Dopo nove anni di assenza dalle competizioni, quest'anno
abbiamo deciso di rientrare con la Bimota DB5, equipaggiata con motore
Ducati ed elaborata da Claudio Lusuardi. Con Paolo Bentivoglio come
pilota, abbiamo partecipato al Campionato Italiano Supertwins dove ci
siamo classificati 2°; mentre abbiamo vinto la sezione Open 2 Valvole
del Ducati Desmo Challenge.
La passione di Claudio Lusuardi ha riportato la Bimota nel mondo delle competizioni, sfida non certo facile, visto che la DB5 era del tutto digiuna di gare e bisognava svilupparla. |
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La forcella è la Öhlins si serie, ed è montata sulle piastre originali, molto belle nel disegno ma con lo svantaggio di non essere regolabili. Una modifica è stata fatta sulle piastre per permettere il montaggio dell'ammortizzatore di sterzo in posizione trasversale. Lusuardi ha elegantemente inventato il supporto per l'ammortizzatore bloccandolo sopra la piastra superiore e fermandolo rispetto ad essa con una spina cilindrica. Ha poi montato un ammortizzatore Öhlins con i supporti realizzati per le Ducati 998. L'ammortizzatore posteriore è anch'esso l'Öhlins di serie, azionato in configurazione cantilever dal forcellone a traliccio composito della DB5. I cerchi sono in magnesio a arrivano dalla Marvic. Il motore è stato elaborato dalle mani esperte di Claudio Lusuardi, partendo dal due valvole Ducati che equipaggia la DB5. |
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L'imbiellaggio prevede l'albero motore di serie alleggerito nei
contrappesi e poi bilanciato con inserti di tungsteno. Esso ospita una
coppia di bielle Pankl in titanio su cui sono montati pistoni da 98 mm
che portano la cilindrata a 1.078,6 Cm³. Il risultato di questa elaborazione è un motore capace di 113 cavalli, erogati attorno agli 8.400 giri/min. e una coppia che arriva a ben 11,4 Kgm. |
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Il cambio è stato sostituito di sana pianta con un ricambio racing Ducati
ravvicinato e alleggerito. Il volano di serie è stato alleggerito tramite tornitura e lavora in accoppiamento ad un alternatore racing. Ovviamente è stato eliminato il motorino d'avviamento, insieme agli ingranaggi folli e alla ruota libera, per alleggerire al massimo la moto. Con lo stesso intento è stata sostituita la maggior parte della viteria del motore con elementi in titanio. |
Il cablaggio elettrico originale è stato sostituito con uno alleggerito proveniente da una Ducati, di conseguenza anche la centralina d'iniezione Bimota è stata abbandonata in favore di una classica 5.9 della Magneti Marelli, più facile da programmare via seriale. Essa lavora in comunione con dei corpi farfallati da 50 mm di una Ducati 748R che respirano in un airbox del tutto ridisegnato da Lusuardi. Una pecca della DB5, infatti, risiede proprio nelle ridotte dimensioni dell'airbox; è stato quindi ingrandito di quasi dieci litri, fino ad occupare tutto lo spazio disponibile. |
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Proprio per far respirare meglio il motore e migliorare le condizioni in sella del pilota, i ragazzi di Ducati Modena hanno pensato di donare alla DB5 una carenatura tutta nuova. Il bel design di Robbiano lasciava scoperto il pilota in alcuni punti, mentre sul veloce il cupolino si muoveva troppo disturbando la guida. E' stata realizzata quindi una carenatura più avvolgente, sui fianchi della quale sono state ricavate due prese d'aria che attraverso dei condotti mettono in pressione l'airbox, migliorando il riempimento dei cilindri. |
| Dalle foto si notano altre prese d'aria che, attraverso delle paratie interne, convogliano aria fresca sul cilindro posteriore, migliorandone il raffreddamento. Lo stampaggio della carenatura e dell'airbox è stato affidato alla Flamingo Corse, ben nota nell'ambiente. |
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L'impianto di scarico è stato costruito appositamente per questa moto dalla HPE con tubi in acciaio inox e terminali tondi in titanio. |
| Opera di Lusuardi è invece il bel serbatoio per il recupero dei vapori dell'olio, incastonato nei tubi del telaietto posteriore e realizzato in lamierino d'alluminio. |
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Il radiatore dell'olio, sostituito con un elemento maggiorato nella capacità, realizzato dalla ditta Andreoli di Maranello (MO). Attualmente la moto ha una massa di 165 Kg, quindi ha ancora margine di miglioramento e Claudio Lusuardi non nega che gli piacerebbe intervenire più pesantemente sulla moto, per alleggerirla un pò. |
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Campionato Italiano SupertwinsIl trofeo Supertwins nasce a Roma, grazie al Gentlemen's
Motor Club ed in particolare Paolo Marini. In quel periodo Renzo
Catalucci e Claudio Gregori avevano ereditato dallo scomparso Ennio
Giacobetti l'attività sportiva da lui avviata sul vicino autodromo di
Vallelunga, che procedeva ininterrottamente dal 1958. |
Ducati Desmo Challenge 2006La seconda edizione del trofeo monomarca organizzato
dalla Ducati, ha visto l'iscrizione di oltre cento piloti, divisi in
cinque classi, di cui 3 classi open, aperte cioè ad ogni
personalizzazione. |
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Lusuardi Claudio e C. s.n.c.
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